feb 152015
 

I Livelli essenziali di assistenza (Lea) sono costituiti dall’insieme delle attività, dei servizi e delle prestazioni che il Servizio sanitario nazionale (Ssn) eroga a tutti i cittadini gratuitamente o con il pagamento di un ticket, indipendentemente dal reddito e dal luogo di residenza.

Fino a quando i Lea rimarranno alla base del nostro sistema sanitario, nessuno potrà essere escluso dalle cure perché troppo anziano o bisognoso di prestazioni troppo costose, perché dedito a comportamenti nocivi alla salute, troppo povero o, paradossalmente, troppo ricco: un reddito elevato può, al limite, giustificare la corresponsione di un ticket, ma non l’esclusione dal diritto all’assistenza.

Oltre all’art. 32 della Costituzione (La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti), è la legge di istituzione del Ssn del 1978 a introdurre per la prima volta il concetto di “livelli di prestazioni sanitarie che devono essere garantiti a tutti i cittadini”, concetto ribadito e rafforzato nelle successive riforme.

I Lea sono stati definiti a livello nazionale con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 novembre 2001, entrato in vigore nel 2002. La riforma del titolo V della Costituzione ha poi previsto per le Regioni la possibilità di utilizzare risorse proprie per garantire servizi e prestazioni aggiuntive (ma mai inferiori) a quelle incluse nei Lea. Questo comporta che i Lea possano essere diversi da Regione a regione (fermo restando che quelli definiti a livello nazionale vengono garantiti in tutto il territorio italiano).

 

Prestazioni incluse nel Lea

Le prestazioni e i servizi inclusi nei Lea sono suddivisi in tre macroaree, secondo il tipo di assistenza:

  • Assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro
    Comprende attività e servizi che riguardano particolarmente:

    • Profilassi delle malattie infettive e parassitarie
    • Tutela della collettività e dei singoli dai rischi connessi con gli ambienti di vita, anche con riferimento agli effetti sanitari degli inquinanti ambientali
    • Tutela della collettività e dei singoli dai rischi infortunistici e sanitari connessi con gli ambienti di lavoro
    • Sanità pubblica veterinaria
    • Tutela igienico sanitaria degli alimenti
    • Sorveglianza e prevenzione nutrizionale
    • Attività di prevenzione rivolte alla persona (vaccinazioni obbligatorie e raccomandate, programmi di diagnosi precoce)
    • Servizio medico-legale
  • Assistenza distrettuale
    Comprende tutte le attività e i servizi che si trovano nel territorio e in particolare riguardano i seguenti ambiti:

    • Assistenza sanitaria di base (medicina di base e pediatria di libera scelta in forma ambulatoriale e domiciliare, continuità assistenziale notturna e festiva, guardia medica turistica)
    • Assistenza farmaceutica erogata direttamente o attraverso le farmacie territoriali
    • Assistenza integrativa (fornitura di alimenti dietetici a categorie particolari, fornitura di presidi sanitari ai soggetti affetti da diabete mellito)
    • Assistenza specialistica ambulatoriale (visite specialistiche, prestazioni terapeutiche e riabilitative, diagnostica strumentale e di laboratorio)
    • Assistenza protesica (fornitura di protesi e ausili a favore di disabili fisici, psichici e sensoriali)
    • Assistenza territoriale ambulatoriale e domiciliare (assistenza domiciliare, consultori familiari, servizi di salute mentale, servizi di riabilitazione ai disabili, servizi a persone dipendenti da sostanze stupefacenti o psicotrope o da alcool, assistenza domiciliare a pazienti nella fase terminale, assistenza alle persone con infezione da HIV)
    • Assistenza territoriale residenziale e semi-residenziale (residenze e centri diurni per persone anziane non autosufficienti, comunità terapeutiche e centri diurni per persone dipendenti da sostanze stupefacenti o psicotrope o da alcool, comunità terapeutiche e centri diurni per persone con problemi psichiatrici,  residenze e centri diurni per la riabilitazione di persone disabili, hospice per pazienti nella fase terminale, residenze per le persone con infezione da HIV)
    • Assistenza termale (cicli di cure idrotermali a soggetti affetti da determinate patologie)
  • Assistenza ospedaliera
    In particolare comprende:

    • pronto soccorso, degenza ordinaria, day hospital, day surgery, interventi ospedalieri a domicilio (in base ai modelli organizzativi fissati dalle Regioni), riabilitazione, lungodegenza, raccolta, lavorazione, controllo e distribuzione degli emocomponenti e servizi trasfusionali
    • attività di prelievo, conservazione e distribuzione di tessuti
    • attività di trapianto di organi e tessuti

Nell’ambito di queste tre macroaree, è compresa l’assistenza dedicata a specifiche categorie di cittadini che si trovano in condizioni particolari. Queste categorie sono:

  • invalidi
  • soggetti affetti da malattie rare e da fibrosi cistica
  • nefropatici cronici in trattamento dialitico
  • soggetti affetti da diabete mellito
  • soggetti affetti da Morbo di Hansen
  • cittadini residenti in Italia autorizzati alle cure all’estero

Per maggiori dettagli, consulta l’allegato 1al DPCM 29 novembre 2001  “Definizione dei Livelli essenziali di assistenza”.

Ulteriori informazioni possono essere chieste al proprio medico di famiglia o dall’Azienda sanitaria locale di appartenenza.

Prestazioni parzialmente escluse dai Lea

Sono le prestazioni che possono essere erogate a carico del Servizio sanitario nazionale solo in presenza di specifiche indicazioni cliniche:

  • assistenza odontoiatrica
  • densitometria ossea
  • medicina fisica e riabilitativa ambulatoriale
  • chirurgia refrattiva con laser ad eccimeri

Prestazioni a rischio di inappropriatezza

Sono prestazioni incluse nei Lea ma che comunque presentano un profilo organizzativo potenzialmente inappropriato. La prestazione è definita “inappropriata” quando il paziente può avere lo stesso beneficio se trattato con un tipo di prestazione diversa e più economica: ad esempio, un ricovero ordinario è inappropriato se le stesse cure possono essere effettuate in day hospital; un day hospital lo è se la prestazione può essere eseguita in ambulatorio.

Prestazioni escluse dai Lea

Il diritto all’assistenza non significa automaticamente diritto ad ottenere tutte le prestazioni: la legge, infatti, chiarisce esplicitamente che, in generale, non possono essere inclusi nei Lea le prestazioni e i servizi che:

  • non rispondono a necessità assistenziali tutelate (principio di pertinenza ai fini del Ssn): è un criterio che impone all’autorità sanitaria di scegliere nella infinita gamma dell’offerta, in base a una valutazione di priorità, solo ciò che è effettivamente necessario per la tutela della salute dei cittadini;
  • non presentano, in base alle evidenze scientifiche disponibili, efficacia dimostrabile, vale a dire non producono un significativo beneficio in termini di salute;
  • non sono appropriati alle condizioni cliniche dei pazienti, vale a dire sono efficaci solo se rivolti a soggetti le cui condizioni corrispondono alle indicazioni raccomandate e che possono, pertanto, trarne effettivo beneficio (appropriatezza clinica);
  • non soddisfano il principio di economicità rispetto ad altre forme di assistenza che soddisfino le stesse esigenze, ovvero non garantiscono un uso efficiente delle risorse quanto a modalità di organizzazione ed erogazione (c.d. appropriatezza organizzativa).

In particolare, poi, sono escluse dai Lea e non possono essere eseguite a carico del Ssn:

  • la chirurgia estetica non conseguente ad incidenti, malattie o malformazioni congenite;
  • la circoncisione rituale (non terapeutica) maschile;
  • le medicine non convenzionali;
  • le vaccinazioni non obbligatorie in occasione di soggiorni all’estero;
  • le certificazioni mediche non rispondenti a fini di tutela della salute collettiva, anche quando richieste da disposizioni di legge e alcune prestazioni di medicina fisica, riabilitativa ambulatoriale.

Per maggiori dettagli sulle prestazioni escluse (totalmente o parzialmente) dai Lea, consulta l’allegato 2 al DPCM 29 novembre 2001  “Definizione dei Livelli essenziali di assistenza”.

 

Liste di attesa:

Il problema dei lunghi tempi di attesa per le principali prestazioni di diagnostica e per alcune prestazioni chirurgiche è presente in tutti gli Stati dove esiste un sistema sanitario universalistico che offre un livello di assistenza avanzato; è tra le criticità alle quali i cittadini prestano la maggiore attenzione. L’abbattimento di tali tempi è uno degli obiettivi prioritari del SSN, per il raggiungimento del quale sono impegnati tutti i livelli istituzionali.

Per il forte impatto che riveste sia sull’organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale che sul diritto dei cittadini all’erogazione delle prestazioni definite nell’ambito dei Livelli Essenziali di Assistenza, la realizzazione di un Piano Nazionale di governo delle liste d’attesa costituisce un impegno comune del Governo e delle Regioni, con la consapevolezza che non esistono soluzioni semplici e univoche, ma occorrono azioni complesse e articolate, considerando in particolare la promozione del principio di appropriatezza nelle sue due dimensioni clinica ed organizzativa.

Il 28 ottobre 2010 è stata siglata l’Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome sul Piano nazionale di governo delle liste di attesa (PNGLA) per il triennio 2010-2012. L’obiettivo: condividere un percorso per il governo delle liste di attesa finalizzato a garantire un appropriato accesso dei cittadini ai servizi sanitari.

In sintesi, sono quattro le classi di priorità:

  1. le prestazioni ambulatoriali urgenti dovranno essere garantite in 72 ore
  2. quelle indifferibili in 10 giorni
  3. le visite differibili entro 30 giorni
  4. gli accertamenti entro 60

In caso di mancata individuazione della tempistica massima da parte delle Regioni, si applicano i parametri fissati dal Piano (30 giorni per le diagnostiche e 60 per le strumentali).

Viene inoltre assegnato un ruolo strategico ai CUP, e creato un percorso preferenziale per le patologie cardiovascolari e oncologiche. Grande importanza assumono poi i controlli: massima sorveglianza sull’attività in intramoenia dei medici, con flussi informativi diversificati per le prestazioni ambulatoriali e i ricoveri, e monitoraggio ad hoc anche per la comunicazione sulle liste d’attesa da parte delle strutture, anche attraverso i rispettivi siti web.

 

Come accedere alle prestazioni:

Per poter accedere alle prestazioni comprese nei Lea occorre essere iscritti al Servizio sanitario nazionale. La domanda di iscrizione può essere effettuata presso gli uffici dell’Azienda sanitaria locale di residenza. In seguito all’iscrizione viene rilasciata la tessera sanitaria, necessaria per accedere ai servizi assistenziali.
In particolare, ai nuovi nati, dopo l’attribuzione del codice fiscale da parte del Comune o di un ufficio dell’Agenzia delle Entrate, viene inviata automaticamente una tessera sanitaria con validità di un anno; alla sua scadenza, una volta acquisiti i dati di assistenza dalla Asl competente, viene inviata la tessera con scadenza standard. I cittadini che non l’hanno ancora ricevuta possono rivolgersi alla propria Asl di appartenenza

A parte le prestazioni del Pronto soccorso e del 118, per accedere alle prestazioni dei Lea nelle strutture sanitarie gestite direttamente dal Ssn e nelle strutture private accreditate e convenzionate con il Ssn è necessaria una prescrizione sul ricettario regionale (“ricetta rossa”) e, se il cittadino non appartiene a una categoria esente, il pagamento di un ticket dove previsto che varia per ogni prescrizione.

La ricetta può essere rilasciata dal medico di famiglia, dal pediatra di libera scelta, dallo specialista ambulatoriale e dal medico ospedaliero della struttura dove è avvenuto il ricovero o la visita specialistica.

 

Chi verifica:

L’erogazione delle prestazioni e dei servizi compresi nei LEA da parte delle Regioni deve avvenire in condizione di appropriatezza, adeguato livello qualitativo ed efficienza.

Ma chi controlla che questo avvenga, garantendo l’effettiva erogazione dei LEA sul territorio e l’uniformità delle prestazioni fornite ai cittadini?

Ad effettuare la verifica è sostanzialmente il Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (abbreviando, Comitato LEA).
In dettaglio, il lavoro istruttorio viene condotto dagli uffici del Ministero competenti nelle materie degli adempimenti, con il supporto dell’Age.Na.S. e dell’AIFA, esaminato e convalidato dai componenti del Comitato LEA, e la certificazione finale avviene con un confronto diretto  a cui partecipano anche i rappresentanti regionali, sulla base dell’analisi di dati e documentazione.  In particolare, è previsto l’utilizzo di una griglia di indicatori – dalle coperture vaccinali, agli anziani assistiti a domicilio, ai tassi di ospedalizzazione – che consente di conoscere e cogliere nell’insieme il livello di erogazione dei livelli di assistenza.

Se la verifica va a buon fine, le Regioni coinvolte (sono escluse: la Valle d’Aosta, le due Provincie Autonome di Bolzano e Trento, il Friuli Venezia Giulia e la Sardegna dal 2010) possono accedere alla quota premiale del 3% delle somme dovute a titolo di finanziamento (della quota indistinta del fabbisogno sanitario al netto delle entrate proprie).

Annualmente, il Ministero pubblica il documento “Adempimento mantenimento dell’erogazione dei LEA”, con i risultati del monitoraggio effettuato.

Per maggiori dettagli, consulta la sezione dedicata al monitoraggio dei Lea.

A questo link alcuni approfondimenti sui nuovi LEA

A questo link la nota sul portale del Ministero

ott 252014
 

Giovedì 6 novembre 2014 ore 16 si terrà un incontro in Genova, Palazzo Doria Spinola, sul tema:

Anziani malati non autosufficienti e/o con demenza e/o malattia di Alzheimer – come tutelare la salute e il diritto alle cure sanitarie e socio sanitarie

la partecipazione è gratuita. Per informazioni tel. 348 2485622

Palazzo Doria Spinola si trova in largo Eros Lanfranco, 1
salone del Consiglio Provinciale

ulteriori informazioni ai seguenti link

brochure incontro

invito

locandina

set 142014
 

ricognizione dei titoli degli operatori impiegati attualmente come OSS nelle strutture sanitarie e sociosanitarie liguri e avvio dei corsi di qualificazione o riqualificazione del personale impiegato ma senza qualifica adeguata.

a questo link la delibera