ago 302015
 

LE ASL HANNO L’OBBLIGO DI GARANTIRE LA CONTINUITÀ’ TERAPEUTICA DI TUTTI GLI ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI

Lo conferma la sentenza n.3806 del Consiglio di Stato, depositata in data 03 agosto 2015, la quale stabilisce in modo inequivocabile che le Asl hanno l’obbligo di garantire la continuità terapeutica di tutti gli anziani malati cronici non autosufficienti ricoverati nelle RSA, salvo volontaria decisione contraria dell’infermo o della persona che lo rappresenta.

La sentenza fa specifico riferimento alla legge regionale della Puglia, ma i principi richiamati sono comunque garantiti dalle disposizioni nazionali in vigore che impongono detta continuità e NON PREVEDONO LA POSSIBILITA’ DI RICOVERI CON SCADENZA STABILITA PREVENTIVAMENTE, in virtù della legge 833/1978 e Lea, Livelli essenziali delle prestazioni socio-sanitarie, decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 novembre 2001 e cui norme sono cogenti in base all’articolo 54 della legge 289/2002″.

Una sentenza chiara e precisa, valida in tutto il territorio Nazionale.

ago 302015
 

Agenas ha elaborato quattro manuali operativi che potranno essere di supporto alle Regioni e alle Province Autonome nel processo di adeguamento ai nuovi requisiti nazionali di accreditamento, recependo i contenuti dell’intesa entro il 31 ottobre 2015. Tutti i sistemi di accreditamento regionali dovranno infatti uniformarsi ai contenuti del “Disciplinare tecnico” (Intesa 20 dicembre 2012 – PDF) che individua 8 criteri, 28 Requisiti essenziali e 123 evidenze, nei tempi previsti dall’Intesa del 19 febbraio 2015 (PDF). I due documenti, approvati in sede di Conferenza Stato-Regioni, sono stati realizzati dal Tavolo di lavoro, costituito dai rappresentanti del Ministero della Salute, dell’Agenas e delle Regioni e Province Autonome.
In considerazione del nuovo contesto nazionale di riferimento, l’Agenzia ha quindi ritenuto utile promuovere e realizzare un’attività di ricercadiretta a supportare i processi di riforma e di adeguamento ai nuovi requisiti nazionali. Attraverso questa attività di studio e di analisi è stato possibile strutturare e sviluppare alcuni manuali operativi, che riprendono, declinano e puntualizzano i requisiti e le evidenze del sopracitato “Disciplinare tecnico” per le diverse tipologie di strutture: ospedaliere, di assistenza territoriale extra-ospedaliera, specialistiche ambulatoriali, di medicina di laboratorio.
Il modello scelto e utilizzato per la declinazione/puntualizzazione dei requisiti e delle evidenze del Disciplinare, in linea con i prevalenti indirizzi europei e internazionali, si basa sulla logica del ciclo di Deming (ciclo di PDCA: plan–do–check–act), in grado di favorire una cultura della qualità tesa allo sviluppo continuo dei processi e all’utilizzo ottimale delle risorse. I Manuali sono scaricabili sul sito www.agenas.it

  1. Proposta di modello di accreditamento delle strutture ospedaliere  (PDF)
  2. Proposta di modello di accreditamento delle strutture di assistenza territoriale extra-ospedaliera (PDF)
  3. Proposta di modello di accreditamento delle strutture che erogano prestazioni specialistiche in regime ambulatoriale (PDF)
  4. Proposta di modello di accreditamento delle strutture di medicina di laboratorio (PDF)
mag 272015
 

Al link seguente la normativa D.G.R. 712 del 26 maggio 2015, avente per oggetto il coordinamento delle tariffe di cui alla L. R. n° 66 / 1994 con la L. R. 20/1999 in materia di applicazione delle tasse sulle Concessioni Regionali.

Si ringraziano per la premura e la disponibilità
-        Gli Assessorati competenti (Bilancio e Welfare) per la sollecita risposta;
-        I Funzionari degli Assessorati e gli estensori della normativa che rendono maggiormente comprensibili i passaggi amministrativi e gli adempimenti burocratici conseguenti inerenti il nostro settore

a questo link il DGR

a questo link la richiesta di precisazioni inviata da ANASTE

apr 062015
 

Qui di seguito il commento alla DRG in oggetto, in fondo al documento i link ai file.

Con questa delibera la Regione Liguria auspica che, dopo importanti sollecitazioni a rispettare i LEA,  i politici  funzionari ed i tecnici abbiano espresso l’intenzione di garantire a tutti i soggetti anziani e portatori di patologie croniche, la garanzia di seguire e dare le risposte per una assistenza appropriata e dignitosa a  tante persone fragili; cosi come indicato dall’obbiettivo dei vari patti della salute che si sono articolati dal 2007 al 2014/2016.

È chiaro che le risorse economiche non sono illimitate e questa delibera indica nel suo insieme le linee di indirizzo strategiche per arrivare a tutelare tutte le persone bisognose.

Credo sia servita la critica anche aspra ma trasparente nei confronti della Regione Liguria rispetto alle diverse proposte e indicazioni riguardanti la delibera 862 se oggi con piacere registriamo una significativa modifica delle passate indicazioni.

Va indubbiamente riconosciuto, e il sottoscritto ne è testimone, all’Assessore Lorena Rambaudi e a tutta la Giunta Regionale e ai Tecnici di avere bene lavorato, davvero sul filo di lana, per attivare una norma sperimentale al fine di garantire una migliore strumentazione in contesti innovativi, da sperimentare e collaudare in un proficuo rapporto collaborativo al fine di attualizzare le tutele verso le persone fragili.

L’integrazione socio-sanitaria si conferma strategia fondante di un modello innovativo, da perseguire a tutti i livelli del sistema, quale approccio che interpreta in modo completo l’obiettivo di tutelare la salute ed il benessere al di là di logiche settoriali ed autoreferenziali.

Il principio su cui si fonda l’integrazione tra servizi sociali e sanitari è, infatti, rappresentato dal riconoscimento della persona nella sua globalità ed in rapporto con i propri contesti di vita. Ciò richiede un raccordo tra il livello istituzionale, che consente di definire i “patti per la salute” sottoscritti tra i diversi attori, il livello gestionale, che garantisce l’adozione di modelli organizzativi coerenti, ed il livello professionale che permette di armonizzare le competenze dei professionisti chiamati in causa per realizzare obiettivi di salute comuni.

Un assetto istituzionale integrato si fonda sull’accordo programmatico, gestionale e valutativo dei Comuni, attraverso i loro organismi di rappresentanza (Conferenza dei Sindaci ed Esecutivo), e le Aziende ULSS; il Piano di Zona è lo strumento principale dell’accordo programmatico e deve essere coerente con gli atti della programmazione regionale.

La responsabilità primaria della Regione e dei Comuni nel garantire, controllare e valutare in modo unitario ed integrato secondo le rispettive competenze, la funzione di programmazione del sistema socio-sanitario trova come punti centrali di riferimento politico, a livello regionale, la Conferenza Regionale Permanente per la Programmazione socio-sanitaria e, a livello aziendale, la Conferenza dei Sindaci.

L’attuazione parte dalla riconversioni nei nostri diversi livelli e contesti assistenziali che presuppone un processo di concertazione di rivalutazione e di con le Amministrazioni Locali in merito alla destinazione d’uso delle strutture;

Gli elementi a mio giudizio apprezzabili sono i seguenti:

- Attraverso l’analisi di contesto evidenzia il mutare dei bisogni assistenziali della popolazione, con  l’emergere di nuove sfide assistenziali indotte;

- dalla crescita della aspettativa di vita con progressivo invecchiamento della popolazione, con l’aumento delle patologie cronico-degenerative collegate spesso alla fragilità, generando sollievo nelle famiglie dell’elevato carico assistenziale domiciliare;

- dalla correlazione tra la fragilità individuale, specie nell’anziano ma anche nei giovani, e la condizione di solitudine, insita in un contesto relazionale sempre più complesso;

- il potenziamento e consolidamento dell’offerta territoriale, imperniata sulla gestione integrata del paziente e sulla continuità dell’assistenza;- l’investimento sull’appropriatezza clinica ed organizzativa, con particolare riguardo all’appropriatezza prescrittiva ed al consumo di risorse socio-sanitarie, attraverso il coinvolgimento attivo e responsabile dei professionisti e dei cittadini, anche allo scopo di ottenere una eliminazione della liste d’attesa illegittime.

 

E in relazione a tali linee guida, dal punto di vista organizzativo e di finanziamento del sistema:

- la valorizzazione, in un’ottica di sistema, delle strutture extra ospedaliere, che annoverano un numero di posti letto quasi doppio di quelli contrattualizzati e che possono rappresentare, se utilizzate al meglio delle possibilità assistenziali;

- lo sviluppo di politiche di integrazione professionale e di intersettoriali degli interventi, all’interno di modelli organizzativi sostenibili e qualificati anche a domicilio con personale specifico e qualificato;

- la (ri)definizione delle funzioni e degli standard delle strutture in particolare le strutture intermedie, con adeguamento ai mutati bisogni assistenziali e con potenziamento a fronte della ridefinizione dell’offerta assistenziale;

- Costituire come associazione una leva fondamentale nel processo di riorganizzazione dei livelli di assistenza, garantendo al contempo costi sostenibili.

Cordialmente.

Luca Pallavicini

Link alla DRG

Link all’allegato